← Archivio favole

La nuvola che imparò a stare ferma

Una nuvola irrequieta sopra un aranceto impara che fermarsi un momento può aiutare i frutti, la terra e il proprio cuore.

3–6 anni7 minutiautocontrollo
Illustrazione per La nuvola che imparò a stare ferma

Nuvina era una nuvola piccola e impaziente. Passava sopra gli aranceti senza mai fermarsi.

«Vieni qui!» chiamavano gli alberi. «Abbiamo sete.»

«Arrivo, arrivo!» diceva Nuvina, ma poi vedeva una collina, un campanile, una barca, una farfalla, e cambiava direzione.

Le piaceva muoversi. Stare ferma le sembrava una cosa triste.

Un pomeriggio arrivò sopra un aranceto vicino al mare. Gli alberi avevano foglie lucide, ma la terra era secca. Le arance piccole aspettavano acqua.

«Solo un momento,» disse Nuvina.

Cominciò a piovere, ma subito si distrasse. Vide un gabbiano e lo seguì. La pioggia cadde metà sull’aranceto e metà sulla strada.

Le arance rimasero assetate.

Da sotto, un vecchio albero parlò.

«Nuvina, la tua acqua è buona, ma arriva a pezzetti.»

«Io non so stare ferma.»

«Allora prova per tre respiri.»

Nuvina si fermò. O almeno ci provò. Il vento la tirava, il sole la scaldava, i pensieri le correvano dentro.

Primo respiro.

Guardò gli alberi.

Secondo respiro.

Sentì la terra.

Terzo respiro.

Lasciò cadere una pioggia sottile, proprio sulle radici.

L’aranceto fece un sospiro verde.

Nuvina si stupì. Stare ferma non era vuoto. Era ascoltare meglio.

Il giorno dopo tornò. Questa volta rimase per cinque respiri. Poi per sette. Scoprì che, quando non scappava subito, vedeva dettagli invisibili in corsa: una lucertola sotto una pietra, una formica che beveva una goccia, una foglia nuova.

Una sera il vento forte cercò di portarla via.

«Vieni, c’è il mare!»

Nuvina guardò le arance e la terra.

«Dopo. Prima finisco qui.»

Rimase ferma abbastanza da bagnare tutto l’aranceto. Poi si lasciò portare verso il mare, leggera e contenta.

Da allora Nuvina viaggiò ancora. Le nuvole sono fatte per muoversi. Ma imparò a fermarsi quando qualcuno aveva bisogno di lei.

E capì che l’autocontrollo non è tenere chiusa la propria acqua. È scegliere dove lasciarla cadere.

Morale: Stare fermi, a volte, è il modo più gentile di partecipare.
Spunto Montessori: Dopo la lettura, invita il bambino a ricordare un gesto concreto della storia e a collegarlo con calma al tema della sera: autocontrollo.
← Il tamburello che suonava sottovoceIl carretto dei sogni ordinati →