Palermo

I Pupi Siciliani e la Giostra delle Farfalle

3–6 annilettura stimata: 3 min399 parole

C’era una volta, in una pittoresca bottega artigiana nel cuore di Palermo, un piccolo pupo siciliano di nome Totò.

Un piccolo cavaliere di legno (un pupo siciliano) con un'armatura lucida color grigio perla cavalca una farfalla gigante color rosa confetto. Volano insieme sopra i tetti di Palermo, sotto un cielo stellato color lilla chiaro e una luna giallo canarino.

C’era una volta, in una pittoresca bottega artigiana nel cuore di Palermo, un piccolo pupo siciliano di nome Totò. Totò era un paladino di legno, con un mantello color azzurro polvere e una bellissima spada giocattolo. Di giorno, l'artigiano muoveva i suoi fili e Totò faceva finta di combattere nei teatrini, facendo divertire i bambini che gridavano: “Evviva il cavaliere! Clack! Clack!” facevano i suoi piedini di legno sul palco. Ma Totò, dentro il suo cuoricino di legno, aveva un desiderio diverso. Non gli piaceva fare la guerra o combattere con i draghi. Lui amava i fiori, i giardini e le cose delicate. Una notte d'estate, una farfalla dalle ali color rosa confetto di nome Lulù entrò dalla finestra della bottega. Aveva un'ala un po' stanca e si posò proprio sullo scudo di Totò. “Oh, piccolo cavaliere, sono così stanca e ho perso la mia strada per il Giardino Garibaldi!” disse Lulù con un filo di voce. Totò, vedendola in difficoltà, sentì una grande forza. Con un piccolo sforzo, i suoi fili si sciolsero e lui poté muoversi da solo! “Non temere, Lulù. Ti aiuterò io!” disse con la sua vocina di legno. Totò salì in groppa alla farfalla con delicatezza, per non rovinare le sue ali pastello. Lulù batté le ali: frrr, frrr, frrr, e insieme volarono fuori dalla finestra, alti nel cielo di Palermo. Che meraviglia! La città dall'alto sembrava un tappeto di luci soffici. Passarono sopra la Cattedrale, che sotto la luna sembrava un castello di sabbia dorata. Arrivati al grande Giardino Garibaldi, dove ci sono i monumentali alberi con le radici lunghissime, trovarono centinaia di farfalle che stavano facendo una festa. Erano tutte colorate: giallo canarino, verde menta, lilla. Quando videro Totò, il cavaliere di legno che aveva salvato la loro amica, lo invitarono a ballare. Totò non dovette usare la spada; invece, tese le braccia e iniziò a fare una bellissima danza, girando in tondo insieme alle farfalle. I suoi fili non servivano più, lo muoveva l'allegria! Prima che facesse giorno, Lulù riaccompagnò Totò nella sua bottega. Il piccolo pupo si riposizionò sul suo gancio, riprese la sua spada e tornò immobile. Quando l'artigiano aprì la bottega, si accorse che sul mantello azzurro di Totò c'era un briciolo di brillantini rosa... La prova che, a volte, anche i cavalieri più forti preferiscono la danza alla battaglia.

Concept immagine: Un piccolo cavaliere di legno (un pupo siciliano) con un'armatura lucida color grigio perla cavalca una farfalla gigante color rosa confetto. Volano insieme sopra i tetti di Palermo, sotto un cielo stellato color lilla chiaro e una luna giallo canarino.