Palermo

Il Leone di Pietra che cercava il Mare

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C’era una volta, tantissimo tempo fa, un grande leone di pietra che se ne stava seduto, immobile e serio, all'ingresso di un grande teatro nel centro di Palermo: il Teatro Massimo.

Un maestoso ma dolcissimo leone di pietra color grigio perla cammina sopra un tappeto di petali rosa confetto. Sullo sfondo, il golfo di Mondello è dipinto di un azzurro carta da zucchero calmo e sognante, mentre una luna rotonda color giallo canarino brilla nel cielo lilla della notte.

C’era una volta, tantissimo tempo fa, un grande leone di pietra che se ne stava seduto, immobile e serio, all'ingresso di un grande teatro nel centro di Palermo: il Teatro Massimo. Il leone si chiamava Nello. Nello aveva una bellissima criniera scolpita, zampe forti e un muso che sembrava sempre sul punto di fare un grande ruggito. Ma non ruggiva mai. Di giorno restava fermissimo, perché i bambini lo guardavano, si arrampicavano sulla sua schiena di pietra e gli sussurravano i loro segreti. “Sei bellissimo, Nello”, gli diceva sempre una bimba con i riccioli. E Nello, dentro il suo cuore di pietra, era tanto felice. Ma quando arrivava la notte, e la città di Palermo si faceva silenziosa, Nello si annoiava un pochino. Sentiva il vento che arrivava da lontano. Il vento profumava di qualcosa di speciale... Profumava di sale, di fresco, di avventura. Era il profumo del mare! Nello non aveva mai visto il mare. Sapeva solo che a pochi chilometri da lì, oltre le case, c’era una spiaggia bellissima chiamata Mondello, dove l'acqua era color del cielo. Una notte di primavera, con la luna grande e color giallo canarino, il vento soffiò più forte del solito. Fiiiiiish! Fiiiiiish! fece il vento. E portò con sé una fatina minuscola, fatta di luce rosa confetto. La fatina si posò proprio sul naso di pietra di Nello. “Etccì!” fece il leone, perché la luce gli faceva il solletico. “Oh! Ma allora sei vivo!” disse la fatina, ridacchiando. “Io mi chiamo Scintilla. Perché sei così triste, grande leone?” Nello fece un piccolo sospiro di pietra (che fece tremare un pochino le foglie degli alberi vicini): “Vorrei tanto vedere il mare di Mondello. Ma io sono fatto di pietra, le mie zampe sono pesanti e non posso muovermi dal mio teatro”. Scintilla ci pensò su. Poi, fece una capriola in aria e disse: “La notte è magica, Nello! Per questa notte, e solo fino a quando non spunterà il primo raggio di sole, io ti regalerò la leggerezza dei petali di rosa. Potrai camminare!”. La fatina toccò la zampa di Nello con la sua bacchetta di luce. Pof! La pietra diventò morbida come un cuscino, ma rimase del suo bellissimo colore grigio perla. Nello mosse prima una zampa... clop! Poi l'altra... clop! E poi, con un balzo felino e silenzioso, scese dai gradini del teatro. Che meraviglia! Poteva camminare! “Presto, andiamo al mare prima che sia mattino!” disse Scintilla, volando davanti a lui come una lucciola rosa. Nello iniziò a camminare per le strade di Palermo. Tutto era calmo. Passò sotto i grandi alberi di Piazza Marina, che sembravano giganti con le braccia lunghe, e salutò un gattino nero che, vedendo un leone di pietra passeggiare, fece un salto lungo un metro per lo stupore! “Miao! Un leone gigante!” pensò il gatto. Ma Nello gli fece l'occhiolino per tranquillizzarlo. Cammina, cammina, cammina... la strada era lunga. Le zampe di Nello, anche se leggere, cominciavano a stancarsi un pochino. Ma il profumo di sale diventava sempre più forte. “Ci siamo quasi?” chiedeva Nello con la sua voce profonda. “Vedi quella grande montagna che sembra un gigante addormentato? Quello è il Monte Pellegrino. Dietro c’è il mare!” rispondeva la fatina. Finalmente, dopo aver camminato tanto, la strada si aprì. Nello si fermò. Davanti a lui non c'erano più case, ma una distesa grandissima, infinita, di acqua color azzurro carta da zucchero. Le onde facevano un rumore dolcissimo, come una ninna nanna: Sciissshh... sciissshh... sciissshh... La sabbia era soffice e fresca sotto le sue zampe. Nello si avvicinò all'acqua. Una piccola onda arrivò e gli bagnò la punta delle zampe. Non era fredda, era bellissima! Il leone guardò il mare, guardò la luna che si specchiava nell'acqua creando un sentiero d'oro, e per la prima volta nella sua vita, fece un ruggito. Ma non era un ruggito che faceva paura. Era un ruggito di felicità, un suono morbido che sembrava una fusa gigante: Rrrrruuuh... Rrrrruuuh... Nello e la fatina Scintilla rimasero sulla spiaggia a guardare le stelle lilla che brillavano in cielo. Il leone corse un pochino sulla sabbia, lasciando delle grandi impronte tonde, e si divertì a guardare i piccoli granchietti che facevano la danza del mattino. Ma a un certo punto, il cielo cominciò a cambiare colore. L'azzurro scuro stava diventando un rosa arancione molto chiaro. Il sole stava per svegliarsi. “Nello! Dobbiamo tornare!” gridò Scintilla. “Se il sole sorge e tu non sei al teatro, rimarrai di pietra sulla spiaggia per sempre, e i bambini ti cercheranno!” Nello non voleva fare piangere i suoi piccoli amici umani. Voleva bene ai bambini di Palermo. Allora, con tutta la forza che aveva nelle sue zampe di pietra-morbida, fece un grande salto, poi un altro, e cominciò a correre velocissimo per le vie della città. Correva come il vento, superando le macchine parcheggiate e i palazzi addormentati. Arrivò davanti al Teatro Massimo proprio mentre l'ultimo pezzettino di luna svaniva. Salì di corsa i gradini, si posò sulla sua base di pietra, rimise le zampe anteriori ben tese, alzò il fiero petto e tornò nella sua posizione preferita. Pof! La magia della fatina finì, e Nello tornò a essere il solido, forte e protettivo leone di pietra grigia. Poche ore dopo, la piazza si riempì di voci di bambini. La bimba con i riccioli si avvicinò a Nello, gli accarezzò la zampa e si fermò, stupita. “Mamma! Guarda!” disse la bimba. “Il leone oggi profuma di mare... e sulla zampa ha un piccolo granello di sabbia dorata!”. Nello non si mosse, rimase immobile come sempre, ma chi guardò attentamente i suoi occhi di pietra, giurò di aver visto un piccolo, luminosissimo luccichio di felicità. Le Prossime Favole (Anteprima dei Concept) Ecco un esempio di come svilupperemo le prossime storie per ogni provincia, mantenendo lo stile e i colori pastello:

Concept immagine: Un maestoso ma dolcissimo leone di pietra color grigio perla cammina sopra un tappeto di petali rosa confetto. Sullo sfondo, il golfo di Mondello è dipinto di un azzurro carta da zucchero calmo e sognante, mentre una luna rotonda color giallo canarino brilla nel cielo lilla della notte.