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La luna nel pozzo del cortile

Nel pozzo del cortile, la luna appare piccola come una moneta: Bianca scopre che cambiare punto di vista cambia anche la paura.

3–6 anni7 minutiprospettiva
Illustrazione per La luna nel pozzo del cortile

Nel cortile di casa di Bianca c’era un pozzo antico, chiuso da un coperchio di legno durante il giorno.

Il nonno lo apriva solo la sera, per prendere acqua e bagnare il basilico. Bianca poteva guardare, ma con i piedi fermi sulla mattonella azzurra.

«La curiosità va bene,» diceva il nonno. «I piedi sicuri vanno meglio.»

Bianca aveva paura della luna piena.

Non sempre. Solo quando diventava grande sopra i tetti e sembrava guardare proprio la sua finestra. Allora tirava la tenda.

Una sera, mentre il nonno riempiva l’annaffiatoio, Bianca vide qualcosa nell’acqua del pozzo.

«Nonno! La luna è caduta.»

Nel fondo scuro brillava una luna piccola, rotonda come una moneta d’argento. Tremava appena.

Bianca guardò il cielo. La luna era ancora lassù, enorme. Poi guardò il pozzo. Là sotto era piccola.

«Come fa a stare in due posti?»

Il nonno sorrise. «Non è in due posti. Sei tu che la guardi da due punti diversi.»

Bianca restò sulla mattonella azzurra. La luna nel cielo le sembrava troppo grande. Quella nel pozzo, invece, si poteva quasi salutare.

«Allora forse non mi guarda per spaventarmi.»

«Forse illumina. E basta.»

Bianca non era del tutto convinta.

Quella notte, prima di dormire, aprì la tenda. La luna era ancora grande. Il cuore fece un salto. Allora prese una bacinella d’acqua e la mise vicino alla finestra.

Nel riflesso la luna diventò piccola.

Bianca sorrise.

«Adesso ti vedo meglio.»

Nei giorni seguenti provò altri punti di vista. Guardò la luna in un cucchiaio, in un bicchiere, in una pozzanghera dopo la pioggia. Ogni volta era diversa: lunga, tremante, spezzata, minuscola.

Non era la luna a cambiare. Cambiava il modo di guardarla.

Una sera il vento mosse l’acqua della bacinella. La luna si ruppe in tanti pezzi luminosi.

Bianca non ebbe paura.

«Sei ancora tu,» disse.

Il nonno, dalla porta, annuì.

«Quando qualcosa sembra troppo grande, si può cercare un altro punto da cui osservarla.»

Bianca tenne quella frase con sé.

Le servì quando un compito sembrò difficile. Lo guardò un pezzo alla volta. Le servì quando una stanza buia sembrò enorme. Accese una piccola luce e guardò solo il tappeto, poi la sedia, poi il letto.

La luna, intanto, continuava a salire e scendere nel cielo.

Ma Bianca non tirò più la tenda.

Ogni tanto la salutava.

E qualche notte, per gioco, metteva la bacinella vicino alla finestra, così la luna poteva riposarsi anche lì: piccola, tremante e amica.

Morale: Guardare da un altro punto può trasformare ciò che sembra troppo grande.
Spunto Montessori: Dopo la lettura, invita il bambino a ricordare un gesto concreto della storia e a collegarlo con calma al tema della sera: prospettiva.
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