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La scala dei sogni sul campanile

Una scala luminosa compare sul campanile e Leo impara che i sogni si raggiungono un gradino alla volta.

3–6 anni7 minutiperseveranza
Illustrazione per La scala dei sogni sul campanile

Leo abitava vicino al campanile del paese. Ogni sera, prima di dormire, guardava la punta più alta e diceva:

«Un giorno salirò fin lassù.»

Non voleva farlo per essere più alto degli altri. Voleva vedere il mare intero, le colline, i tetti, le strade che di giorno sembravano confuse e dall’alto forse diventavano disegno.

Il campanile però aveva una scala ripida. Il nonno lo aveva portato fino al primo pianerottolo, ma Leo si era fermato.

«Sono troppi gradini.»

Da allora guardava la cima da sotto e si sentiva piccolo.

Una notte, mentre la luna illuminava la piazza, Leo vide qualcosa apparire sul fianco del campanile: una scala sottile, fatta di luce. Non saliva dritta fino in cima. Aveva solo tre gradini.

Leo uscì sul balcone.

«Tutto qui?»

Una voce di campana rispose piano: «Tre bastano per cominciare.»

La sera dopo la scala luminosa tornò. Leo scese in piazza con il nonno. Mise un piede sul primo gradino vero del campanile.

Uno.

Poi sul secondo.

Due.

Poi sul terzo.

Tre.

Si fermò.

«Non sono arrivato.»

«No,» disse il nonno. «Ma sei più su di ieri.»

La scala di luce brillò e sparì.

Ogni sera Leo salì tre gradini. Non di più. Alcune sere aveva voglia di correre e il nonno gli ricordava: «Un sogno non si prende a spintoni.» Altre sere non voleva salire affatto. Allora il nonno diceva: «Facciamo solo il primo.»

Dopo molti giorni arrivarono al punto dove Leo si era fermato la prima volta. Il cuore gli batté forte.

«E se non ce la faccio?»

La campana suonò un rintocco piccolo, come un incoraggiamento.

Leo fece un passo.

Poi un altro.

La paura non sparì, ma diventò più piccola di un gradino.

Finalmente, una sera, raggiunse la terrazza del campanile. Il paese era sotto di lui: le case, il porto, le luci, le strade. Il mare sembrava una pagina blu.

Leo non gridò. Restò in silenzio.

«Era questo il tuo sogno?» chiese il nonno.

«Sì. Ma anche la scala.»

Il nonno sorrise.

Quella notte Leo capì che la cima è bella, ma sono i gradini a insegnare il coraggio. Da allora, quando un compito sembrava troppo grande, disegnava tre piccoli gradini sul foglio.

Uno.

Due.

Tre.

Poi cominciava.

Morale: Un sogno lontano diventa possibile quando saliamo un passo per volta.
Spunto Montessori: Dopo la lettura, invita il bambino a ricordare un gesto concreto della storia e a collegarlo con calma al tema della sera: perseveranza.
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