C’era una volta, lungo la splendida costa di Capo d'Orlando, nella provincia di Messina, un bambino di nome Nino. Nino viveva in una casetta bianca proprio di fronte alla spiaggia, dove il rumore del mare lo cullava ogni sera facendo: “Sciissshh... sciaiissshh...”. Nino era il figlio di un pescatore, ma aveva un segreto grande e bellissimo: lui non pescava i pesci del mare. No, Nino era l'unico e speciale "pescatore di stelle". Tutto era cominciato quando il suo papà gli aveva regalato una piccola barchetta di legno, tutta dipinta di un rilassante color verde menta, e una rete speciale fatta di fili di seta intrecciati, così leggeri che sembravano fatti di ragnatela e fili di luna. Ogni sera, quando il sole finiva di salutare la Sicilia e il cielo sopra lo Stretto di Messina diventava di un incantevole color lilla chiaro, Nino si metteva il suo cappellino preferito, color giallo crema, e saliva sulla sua barchetta verde menta. Spingeva i remi nell'acqua piano piano, facendo un suono morbido: “Plaf... plaf... plaf...”. Nino aspettava che il mare diventasse calmo e liscio, proprio come un grande lenzuolo blu. In quelle notti speciali, le stelle nel cielo si sporgevano così tanto per guardarsi nello specchio del mare che, a volte, qualcuna finiva per scivolare giù! Le stelline più piccole e curiose perdevano l'equilibrio e... plof! cadevano nell'acqua. Le stelle che cadevano nel mare non si spegnevano, ma diventavano deboli e stanche. Non riuscivano più a volare in alto perché l'acqua bagnava le loro punte dorate. Iniziavano a nuotare sul fondo, facendo delle piccole bollicine che si muovevano a ritmo: “Blup-blup, blup-blup”. Il compito di Nino era proprio questo: salvare le stelline cadute prima che correnti troppo forti le portassero troppo lontano nel mare profondo. Una notte d'estate, mentre la brezza profumava di sale e di gelsomino, Nino vide un bagliore color giallo oro pallido proprio vicino agli scogli di Capo d'Orlando. Tre piccole stelline erano cadute insieme dopo aver fatto una corsa troppo veloce nel cielo. Erano lì, agitate nell'acqua, e le loro punte giravano su se stesse facendo un debole rumore: “Frizzz... frizzz...”. “Arrivo, piccole mie! Non abbiate paura,” sussurrò Nino con la sua voce calma. Il bimbo prese la sua rete di seta color rosa cipria e la lanciò nel cielo e poi nell'acqua con un movimento leggero ed elegante: “Ffviiish!”. La rete si aprì come un fiore e avvolse con delicatezza le tre stelline stanche. Nino tirò su la rete piano piano, stando attento a non fare loro del male. “Oop-là” fece, posando le stelline sul fondo della barchetta, dentro un secchiello speciale che aveva riempito con l'acqua di mare più limpida e fresca. Appena entrate nel secchiello, le stelline ricominciarono a respirare tranquille. Emettono un suono melodioso, che sembrava il tintinnio di tanti piccoli campanellini d'argento della buonanotte: “Din-don, din-don...”. La loro luce, da debole che era, ricominciò a farsi calda, illuminando la barchetta verde menta e la faccia felice di Nino. “Siete al sicuro adesso,” disse Nino, accarezzando la punta di una stellina con il ditino. “Riposatevi, vi riporterò a casa”. Nino sapeva che per far tornare le stelle in cielo ci voleva una magia che solo i bambini conoscono: bisognava raccontare loro una storia bella e sussurrare una parolina dolce. Il bimbo si sedette sul fondo della barca, mentre le onde facevano oscillare la struttura di legno con un ritmo lento e rilassante: “Dondola... dondola...”. Nino iniziò a raccontare la storia del grande Faro di Capo d'Orlando, che con la sua luce guidava le navi nel mare scuro, e di come i delfini dello Stretto amassero saltare sotto la luna per salutare le sorelle stelle lassù nel cielo. Mentre Nino parlava con la sua voce morbida, le stelline ascoltavano attente. Man mano che la storia andava avanti, l'acqua del secchiello assorbiva la stanchezza delle stelle, colorandosi di sfumature rosa cipria. Le punte delle stelline si asciugarono completamente e la loro luce giallo oro pallido divenne fortissima, splendente e piena di energia. Era il momento del decollo. Nino mise le manine nell'acqua del secchiello, prese le tre stelline e le sollevò verso l'alto, aprendo i palmi delle mani verso il cielo lilla chiaro. “Soffiate forte, stelle mie! Uno, due e tre... volate!” disse il piccolo pescatore. Nino fece un leggero soffio: “Ffffffuuu...”. Le tre stelline fecero un piccolo salto felice, batterono le loro punte come se fossero ali e... Zùuum! si slanciarono verso l'alto, lasciando nel cielo una scia luminosa e scintillante che sembrava polvere di fata. Volarono su, su, sempre più in alto, fino a ritrovare il loro posto perfetto nel grande disegno del cielo notturno, proprio sopra Messina. Da lassù, le tre stelline brillarono tre volte di seguito, facendo un occhiolino luminoso a Nino per dirgli: “Grazie, piccolo amico!”. Nino sorrise, riprese i suoi remi e riportò la sua barchetta verde menta verso la spiaggia della sua casetta. Mentre camminava sulla sabbia soffice, si accorse che le stelline gli avevano lasciato un regalo speciale: sulla riva del mare, proprio dove l'acqua accarezzava la terra, erano apparse tante conchiglie colorate. Nino ne prese una e la appoggiò all'orecchio. Dalla conchiglia non usciva il solito rumore del mare, ma la ninna nanna delle stelle, una melodia dolcissima che aiutava tutti i bambini a chiudere gli occhietti senza paura. Nino entrò nel suo lettino, strinse la conchiglia al cuore e si addormentò felice, mentre fuori, nel cielo pulito di Messina, tutte le stelle del mondo brillavano più forti per proteggere il sonno del loro piccolo pescatore. Siamo pronti per proseguire il cammino? Vuoi che andiamo subito alla favola numero 31, dedicata alle avventure marine della provincia di Agrigento?
vorrei arrivare a 50 storie sempre da 7-8 minuti