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Il pupo che voleva ballare con la Luna

Un piccolo pupo siciliano sogna di danzare con la Luna, ma scopre che il coraggio comincia da un passo fatto con i propri fili.

3–6 anni7 minuticoraggio
Illustrazione per Il pupo che voleva ballare con la Luna

Nella bottega di mastro Nenè c’erano pupi siciliani appesi alle pareti: cavalieri con scudi lucenti, principesse con corone dorate, cavalli bianchi e tamburi dipinti.

Uno di loro si chiamava Orlando Piccolo. Non era il più grande e non aveva la spada più brillante, ma guardava sempre verso la finestra alta.

Di notte, quando la bottega chiudeva, la Luna entrava da quella finestra e disegnava un cerchio chiaro sul pavimento. Orlando sognava di ballarci dentro.

«Una volta sola,» sospirava. «Vorrei fare un passo con la Luna.»

Gli altri pupi lo prendevano in giro con dolcezza.

«Tu sei appeso,» diceva il cavaliere grande. «Hai i fili.»

Orlando guardava i suoi fili: uno alla testa, due alle mani, due ai piedi. Sembravano sottili, ma lo tenevano fermo.

Una notte la Luna si fermò alla finestra.

«Perché sospiri, piccolo pupo?»

«Vorrei ballare con te, ma ho i fili.»

La Luna sorrise. «Tutti hanno fili. Alcuni si vedono, altri no.»

Un raggio scese e fece brillare i fili di Orlando. Non li tagliò. Li illuminò.

Orlando sentì una piccola forza nelle ginocchia. Provò a muovere un piede. Tic. Poi una mano. Poi la testa. Non era elegante: sembrava un granchio con l’elmo. Ma si muoveva.

«Vieni nel cerchio,» disse la Luna.

Orlando fece un passo. Poi un altro. La Luna gli offrì un raggio come una mano e insieme cominciarono a danzare piano. La spada di legno brillava; l’armatura faceva un suono leggero.

A un certo punto un filo si impigliò in un chiodino. Orlando si fermò.

«Ecco, lo sapevo.»

La Luna non tirò. Illuminò solo il nodo. Orlando guardò meglio, mosse il polso, poi la spalla. Il filo scivolò via.

«L’ho fatto io,» sussurrò.

«Con la mia luce,» rispose la Luna, «ma con il tuo gesto.»

La mattina dopo mastro Nenè trovò Orlando Piccolo più dritto del solito. Durante lo spettacolo, il pupo danzò con una grazia nuova. I fili non erano spariti, ma Orlando aveva imparato a sentirli.

Da allora, ogni notte di luna, nella bottega chiusa si sentiva un tic leggero. Era Orlando Piccolo che faceva un passo nel suo cerchio d’argento.

Morale: Il coraggio non elimina i fili che ci tengono: ci aiuta a muoverli con fiducia.
Spunto Montessori: Dopo la lettura, invita il bambino a ricordare un gesto concreto della storia e a collegarlo con calma al tema della sera: coraggio.
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