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Il topolino del mercato addormentato

Nel mercato ormai vuoto, Toni trova briciole a forma di stella e impara che dire grazie rende prezioso anche ciò che sembra piccolo.

3–6 anni7 minutigratitudine
Illustrazione per Il topolino del mercato addormentato

Quando il mercato di Castellammare chiudeva, le cassette vuote restavano impilate sotto i tendoni e l’odore dei limoni, del pane e delle olive rimaneva nell’aria come una coperta leggera.

Proprio allora usciva Toni, un topolino piccolo con baffi lunghi e passi silenziosi. Viveva dietro una fessura del vecchio banco del panettiere e conosceva ogni angolo del mercato addormentato.

Quella notte trovò una briciola dorata. Non era una briciola qualunque: profumava di pane caldo e aveva la forma di una stella.

«Questa è mia,» pensò subito.

La prese tra le zampine e corse verso la tana. Ma vicino alla cassetta delle mandorle vide Nina, la formichina più anziana del mercato, seduta accanto a un seme di sesamo.

«Ti sei fatta male?» chiese Toni.

«Sono solo stanca. Non riesco a portare nulla al formicaio.»

Toni nascose la briciola dietro la schiena. Era così bella, così rara. Poi guardò Nina e capì che una briciola poteva essere tesoro per due.

La spezzò con cura e ne lasciò metà davanti alla formichina.

«Grazie,» disse Nina.

Appena quella parola uscì dalla sua bocca, la mezza briciola brillò come una minuscola lanterna.

Toni spalancò gli occhi. Durante il resto della notte trovò altre briciole a forma di stella: una sotto il banco delle arance, una accanto al sacco della farina, una vicino alla fontanella. Ogni volta incontrava qualcuno: un passero infreddolito, un grillo senza cena, una lumaca che non arrivava al bordo del pane.

Ogni volta Toni divideva.

Non dava tutto, perché anche lui aveva fame. Ma non prendeva tutto, perché ormai sapeva che la notte del mercato si accendeva con i grazie.

Quando tornò nella tana, gli restava solo una briciola minuscola. Prima di mangiarla guardò il banco del pane, le cassette vuote, la fontanella e le stelle sopra i tetti.

«Grazie,» sussurrò.

La briciola brillò. Non diventò più grande. Non si moltiplicò. Ma per un momento la tana di Toni sembrò un forno acceso, caldo e sicuro.

Toni mangiò lentamente e si addormentò felice. Aveva imparato che la gratitudine non fa diventare enormi le cose piccole: le fa diventare importanti.

Morale: Dire grazie rende preziosa anche una briciola.
Spunto Montessori: Dopo la lettura, invita il bambino a ricordare un gesto concreto della storia e a collegarlo con calma al tema della sera: gratitudine.
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