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La chiocciola e il tamburello

Una chiocciola vuole suonare il tamburello alla festa del cortile, ma trova il suo ritmo solo quando smette di inseguire quello degli altri.

3–6 anni7 minutipazienza
Illustrazione per La chiocciola e il tamburello

Nel cortile del paese si preparava la festa della sera. C’erano sedie di paglia, fili di lampadine, pane cunzato, olive e bambini che correvano.

Sotto il vaso del rosmarino viveva Lola, una chiocciola con il guscio lucido e due antenne curiose.

Lola amava la musica. Il violino le faceva allungare il collo, la fisarmonica le faceva muovere le antenne, ma il suo preferito era il tamburello.

Tin tin, tum. Tin tin, tum.

Quella sera, vicino alla sedia del musicista, c’era un tamburello piccolo. Così piccolo che sembrava fatto apposta per lei.

«Voglio suonare alla festa,» disse Lola.

Il grillo rise. «Tu? Sei troppo lenta.»

«La musica non è solo velocità,» rispose Lola, anche se non ne era sicura.

Partì dal vaso al tramonto. Attraversò una mattonella. Poi un’altra. Poi una crepa.

Una bambina di nome Emilia la vide.

«Dove vai?»

«Al tamburello. Ma sono lenta.»

«Vuoi che ti porti?»

Lola ci pensò. Sarebbe stato facile. Però voleva arrivare con il suo corpo, con il suo tempo.

«Puoi camminare accanto a me?»

Emilia sorrise. «Sì.»

Così fece. Non la spinse, non la sollevò. La proteggeva solo dai piedi distratti.

Quando Lola arrivò, la prima canzone era finita. Le antenne le caddero giù.

Ma proprio allora il musicista iniziò una melodia lenta.

Emilia mise il tamburello davanti a Lola.

«Adesso.»

Lola salì sul bordo e toccò la pelle tesa.

Tum.

Il suono era basso, rotondo, quasi un respiro. Tutti si voltarono.

Il musicista sorrise e lasciò spazio.

Tum... tin... tum...

Lola aspettò. Poi rispose.

Tum.

Suonò solo quattro colpi in tutta la canzone. Ma ciascuno arrivò al momento giusto.

Da quella sera, ogni musica del cortile ebbe un posto per il ritmo di Lola. E tutti impararono che lento non significa inutile: a volte è proprio il lento che insegna agli altri ad ascoltare.

Morale: Ognuno ha un ritmo: rispettarlo permette alla musica di diventare davvero comune.
Spunto Montessori: Dopo la lettura, invita il bambino a ricordare un gesto concreto della storia e a collegarlo con calma al tema della sera: pazienza.
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