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La grotta dei sogni azzurri

In una grotta sul mare, Giosuè scopre che i sogni azzurri non vanno presi, ma ascoltati finché tornano leggeri.

3–6 anni7 minutiimmaginazione
Illustrazione per La grotta dei sogni azzurri

Sotto la scogliera c’era una grotta che si vedeva solo quando il mare era calmo. I grandi la chiamavano la Grotta Azzurra Piccola. I bambini dicevano che fosse la grotta dei sogni.

Giosuè voleva vederla da settimane. Una sera di luglio, il mare fu così liscio che sembrava addormentato. Il papà prese la barchetta e Giosuè portò un quaderno.

«Perché il quaderno?» chiese il papà.

«Per disegnare i sogni.»

Entrarono nella grotta al tramonto. Le pareti erano scure, ma l’acqua brillava di blu. Dal soffitto pendevano gocce luminose, ferme come pensieri.

Una goccia cadde.

Plin.

Nell’acqua apparve un aquilone. Poi svanì.

Un’altra goccia mostrò un cane con le ali. Poi una casa sull’albero. Poi una scala fino alla Luna.

Giosuè aprì il quaderno e provò a disegnare tutto in fretta, ma i sogni sparivano prima che la matita finisse.

«Aspettate!» disse.

Prese una goccia con la mano. La luce si spense. Nel palmo restò solo acqua.

Dal fondo della grotta arrivò una voce bassa.

«I sogni non sono pesci.»

Nell’acqua comparve una tartaruga azzurra, fatta di riflessi.

«Chi sei?» chiese Giosuè.

«Custodisco i sogni che non hanno ancora trovato parole.»

«Io voglio disegnarli.»

«Allora guardali prima di volerli trattenere.»

Giosuè abbassò la matita. La goccia successiva mostrò una finestra aperta, una nonna che rideva, una pagnotta calda, una coperta sul letto. Non erano avventure enormi. Erano sogni tranquilli.

Giosuè disegnò soltanto una linea azzurra, una finestra e la tartaruga.

Quando uscì dalla grotta, il cielo aveva le prime stelle. Quella notte, nel letto, guardò il disegno. Era semplice, ma conteneva tutto: l’acqua, il blu, il silenzio, la voce.

Capì che un sogno non bisogna afferrarlo per non perderlo. Basta ascoltarlo bene mentre passa.

Morale: I sogni più belli non si afferrano: si custodiscono con delicatezza.
Spunto Montessori: Dopo la lettura, invita il bambino a ricordare un gesto concreto della storia e a collegarlo con calma al tema della sera: immaginazione.
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