C’era una volta, e c’è ancora oggi nella splendida isola di Ortigia, a Siracusa, uno specchio d’acqua magico e tondo che si trova proprio a due passi dal mare. Si chiama Fonte Aretusa. In questa fonte l’acqua è dolce, fresca e limpida, e tutt'intorno crescono delle piante speciali, altissime e verdi, che si chiamano papiri. I papiri hanno dei lunghi fusti dritti e in cima una coroncina di foglioline che sembra un fuoco d'artificio verde. In questa fonte viveva una fatina dell'acqua, una ninfa di nome Aretusa. Aretusa aveva i capelli lunghi e morbidi, color azzurro polvere, che fluttuavano nell'acqua come fili di seta, e un vestitino leggero fatto di petali di ninfea rosa. Il suo compito era importantissimo: doveva accarezzare le radici dei papiri per farli crescere alti e forti, e cantare la ninna nanna ai pesciolini che abitavano nella fonte. Ogni sera, quando il sole andava a dormire dietro il mare di Siracusa e il cielo si tingeva di un meraviglioso color lilla chiaro, Aretusa si sedeva su una roccia liscia. “Sciissshh... sciissshh...” faceva l'acqua della fonte, e Aretusa cominciava a cantare con la sua voce dolce: “Dormi pesce, dormi papiro, la notte scende con un sospiro...”. Una notte d'estate, mentre la luna piena illuminava la fonte creando cerchi concentrici color rosa confetto sulla superficie dell'acqua, arrivò dal cielo un grande uccello. Era un cigno bellissimo, con le ali grandi e forti e le piume color bianco panna. Il cigno si chiamava Piuma. Piuma era un cigno viaggiatore, veniva da un paese molto lontano e aveva volato per giorni e giorni sopra il grande mare blu. Ora le sue ali erano stanchissime, non avevano più la forza di battere. Con un piccolo e debole atterraggio, si posò sulla superficie della Fonte Aretusa. Splash... fece l'acqua, ma fu un suono molto piano, perché Piuma non aveva nemmeno la forza di fare un grande spruzzo. Il povero cigno chiuse i grandi occhi scuri, appoggiò il collo lungo sulla schiena e rimase immobile, nel mezzo della fonte. Le correnti dell'acqua lo spingevano piano piano contro le rocce. Aretusa lo vide e il suo cuoricino di fatina si riempì di tenerezza. “Oh, povero grande cigno,” sussurrò. “Sei così stanco. Non devi spaventarti, sei al sicuro qui”. Aretusa nuotò verso di lui senza fare rumore. Fruf... fruf... faceva il suo vestito di ninfea nell'acqua. Ma c'era un problema: quella notte il vento della marina soffiava forte dal porto di Siracusa, facendo oscillare i papiri selvaggiamente: Fiiiiiuuu! Fiiiiiuuu! Il vento creava delle piccole onde cattive nella fonte, e il cigno Piuma, nel sonno, si muoveva spaventato. “Bisogna calmare il vento e cullare il cigno,” pensò Aretusa. La fatina si avvicinò ai papiri più alti. Prese un lungo filo verde di papiro, morbido e resistente, e lo legò delicatamente, come un filo invisibile, intorno a una zampa del cigno Piuma, fissando l'altra estremità alla roccia più morbida della fonte. In questo modo, Piuma non rischiava più di sbattere contro le pietre appuntite. Era al sicuro, ancorato nel cuore della fonte. Poi, Aretusa si mise a nuotare in cerchio attorno al cigno addormentato. Muoveva le sue manine nell'acqua fresca, creando dei piccoli mulinelli che scioglievano le onde del vento. E intanto, cantava una nuova melodia, una canzone speciale che parlava di nuvole di panna e di stelle d'oro. “Acqua della fonte, proteggi il viaggiatore, dagli la forza nel profondo del cuore. Gira la luna, brilla la stella, questa notte è la più bella... Sciissshh... sciissshh...” Ogni volta che Aretusa completava un cerchio intorno al cigno, le piume bianco panna di Piuma cominciavano a brillare di una luce dorata e calda. La stanchezza volava via, trasformandosi in piccole bollicine trasparenti che salivano verso il cielo lilla: Plop... plop... plop... facevano le bollicine scomparendo nell'aria. I pesciolini della fonte, attirati da quella luce magica, si unirono ad Aretusa. Iniziarono a nuotare anche loro in cerchio, muovendo le codine all'insù e creando una danza sottomarina silenziosa e bellissima. Il cigno Piuma dormì profondamente per tutta la notte, cullato dal calore dell'acqua dolce, dal profumo dei papiri e dalla voce melodiosa della ninfa Aretusa. Non fece più brutti sogni. Sognò solo prati verdi e cieli puliti. Quando l'orologio della città di Siracusa suonò i primi rintocchi del mattino, e il cielo lilla cominciò a diventare color pesca, il sole fece capolino. Un raggio di sole caldo toccò il becco del cigno. Piuma aprì gli occhi. Si sentiva leggerissimo! La stanchezza era completamente svanita. Le sue ali erano tornate forti, grandi e pronte per un nuovo grande volo. Si guardò intorno e vide la ninfa Aretusa che lo guardava dall'acqua, sorridendo con i suoi capelli azzurro polvere. Il cigno fece un grande e fiero inchino con il suo lungo collo, sfiorando l'acqua della fonte. “Grazie, dolce Aretusa,” sembrò dire il cigno con un battito d'ali felice: Fush... fush! “La tua fonte mi ha ridato la vita”. Piuma tese le grandi ali, prese la rincorsa sull'acqua della fonte e, con un balzo maestoso, si sollevò in cielo. Volò in cerchio sopra Ortigia per tre volte, salutando la fatina e la città dall'alto, prima di dirigersi verso le nuvole dorate del mattino. Il filo di papiro magico che lo aveva tenuto al sicuro si staccò da solo, trasformandosi in una bellissima ninfea rosa che rimase a galleggiare nella fonte. Aretusa salutò il suo amico con la manina, poi si immerse nell'acqua fresca per andare a riposare, felice di sapere che la sua Fonte Aretusa sarebbe stata per sempre un luogo di pace, di accoglienza e di sogni d'oro per tutti i viaggiatori del mondo.
Siracusa
La Ninfa Aretusa e il Grande Cigno Bianco
C’era una volta, e c’è ancora oggi nella splendida isola di Ortigia, a Siracusa, uno specchio d’acqua magico e tondo che si trova proprio a due passi dal mare.
Concept immagine: Al centro della Fonte Aretusa a Siracusa, una fatina dell'acqua dolce dai capelli color azzurro polvere nuota accanto a un grande cigno dalle piume color bianco panna. Intorno a loro, le alte piante di papiro si muovono sotto un cielo stellato color lilla chiaro, mentre la luna riflette nell'acqua cerchi concentrici color rosa confetto.